SANITA’: FINISCE L’ERA DEL COMMISSARIAMENTO DEL LAZIO

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Dic 1, 2017 #workinprogress, dbnews, Sanità 0 809 Views

Una giornata storica per il Lazio. L’uscita dal commissariamento della sanità, dopo dieci anni, è l’obiettivo che questa amministrazione ha perseguito con tenacia e anche con enorme senso di responsabilità. I fatti saranno concreti e le ricadute sullo stato della sanità e dei servizi offerti ai cittadini vedranno la svolta che attendevamo da lunghissimo tempo. In primo luogo, lo ha annunciato lo stesso Presidente Zingaretti, andrà in porto lo sviluppo di un piano straordinario di assunzioni, che dalle 68 unità del 2016, arriverà ad un pacchetto che nel biennio assumerà 3500 persone. Accanto a questo c’è già un piano di investimenti di 720 mln euro tra infrastrutture e l`acquisto di nuovi materiali.

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Si torna, dopo un lavoro di contenimento della spesa, costato anche molto sul piano del consenso e della popolarità, alla programmazione, alle scelte condivise e politiche che tengono conto delle esigenze specifiche di ogni Asl. Il sacrificio fatto fino ad oggi, i disagi vissuti nelle tante e differenti realtà territoriali, volgono quindi verso una direzione diversa. La buona politica è anche questo.

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Restano infatti ancora tante le criticità da superare, soprattutto nei territori, ma l’obiettivo raggiunto oggi ci permetterà di lavorare più intensamente al miglioramento della sanità locale. Quella delle province che negli anni dei tagli e delle macro-aree (oggi cancellate) ha pagato il prezzo più alto e che abbiamo provato a risollevare. L’uscita dal Commissariamento infatti non è casuale. Solo per fare qualche esempio, sono aumentati di 976 gli interventi annui sul femore, di 221 gli interventi sull’infarto al miocardio entro i 90 minuti e di 88.972 le adesioni allo screening del colon. A fronte di 2464 parti cesari in meno ogni anno.

Grazie quindi al Presidente Zingaretti e alla Cabina di regia per questa vittoria che appartiene in primis ai medici e agli infermieri che operano nelle strutture del Lazio.


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IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ZINGARETTI


Si può cambiare, e cambiare non significa distruggere ma costruire. Finisce una lunga traversata che per i cittadini del Lazio e per i tanti lavoratori che operano nella sanità è stata difficile e dolorosa. Il Consiglio dei Ministri, sulla base del netto miglioramento della qualità delle cure e del buon andamento dei conti decreta la fine dell’epoca del commissariamento della sanità del Lazio. È un’importante conquista per tutti e un’autorevole conferma del buon lavoro che abbiamo svolto in questi anni. Si chiude una fase di gestione straordinaria della sanità regionale, un settore che da solo vale circa 11 miliardi e che riguarda un tema vitale come il diritto alla salute delle persone. Il commissariamento durava dall’estate del 2008. In questi anni, su un comparto così strategico, si è delegato il governo e l’attuazione del risanamento al Commissario e ai sub Commissari di nomina governativa. Ora questa fase si chiude. Si ritorna a una gestione ordinaria.

Sono stati anni di grandi sacrifici, ma anche di grandi cambiamenti. Ora dobbiamo continuare a essere concreti e realisti. Di fronte ai problemi che restano, abbiamo la consapevolezza di essere più forti e di poter incidere sempre meglio sulla qualità delle cure e dell’assistenza alle persone. Questa la sfida dei prossimi mesi e dei prossimi anni. Ma la parte più difficile del cammino è alle nostre spalle. E dobbiamo essere orgogliosi del lavoro fatto, tutti quanti, perché riemergere dalla situazione disastrosa in cui versava la sanità regionale non era facile né scontato. Quando è iniziato il commissariamento, il Lazio era un caso nazionale. Il nostro disavanzo viaggiava sui due miliardi di euro l’anno: il Lazio rappresentava circa un terzo del totale dei disavanzi sanitari nazionali. Ma la cosa peggiore è che a disavanzi abnormi, corrispondevano livelli bassi di cura.

Negli ultimi 5 anni gli esiti del tavolo di monitoraggio del piano di rientro sono sempre stati positivi. I Livelli essenziali di assistenza sono andati migliorando di anno in anno, e a questo aumento di qualita’ delle cure ha corrisposto anche una diminuzione netta del disavanzo.

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