INNOVAZIONE: ECCO COME LA REGIONE LAZIO INVESTE IN RICERCA OBIETTIVO: AVVIARE UN'ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

Piano Ricerca Lazio

Ott 5, 2017 #workinprogress, dbnews, Europa, Sostenibilità, Sviluppo 0 279 Views

Il futuro economico del Lazio va costruito oggi. Ecco perchè la Regione con 187 mln di euro continua ad investire nella ricerca, nell’innovazione e nell’economia della conoscenza. A dirci questo sono le azioni e i risultati del Piano annuale per la Ricerca del Lazio approvato oggi in commissione VIII e presentato dal vice-Presidente della Regione Massimiliano Smeriglio.
 
Sette azioni cardine che nel corso del 2017 stanno dando opportunità mai concesse prima alla comunità scientifica e al mondo delle imprese del Lazio. Il Piano ha visto il sostegno a progetti per nuove tecnologie legate alle bioscienze, alla salute, alla cura del patrimonio culturale, all’aerospazio, alla sostenibilità e al cibo.
 
Tra queste, i primi passi del “Distretto Tecnologico per i beni e le attività Culturali” finanziato con 42 mln di euro e che nel corso del 2017 ha visto stanziare tramite bando i primi 6 mln di euro. Parliamo di un centro di ricerca unico in Europa, che realizzerà nuove tecnologia sia per la conservazione che per la fruizione del patrimonio culturale.
 

La votazione del Piano sulla ricerca nel corso DELL'VIII Commissione

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Gli altri interventi hanno riguardato il bando sui centri di ricerca da 7 mln chiuso a marzo e che nell’edizione precedente ha già generato 300 contratti per i ricercatori, il programma di Enea e dell’Istituto Ifo da 11 mln per nuove cure contro il tumore, il bando da 12 mln sui progetti di ricerca legati alle scienze della vita e alla green economy e un’ulteriore azione da 10 mln di euro per progetti che collegheranno il mondo della ricerca al sistema produttivo.
 
Tutte azioni in fase di conclusione e che hanno avuto una grande risposta da parte di imprese ed enti. Ad esempio, il solo bando sui centri di ricerca ha raccolto oltre 460 i progetti.
 
Con il lavoro dell’Assessore alla Ricerca Smeriglio e di tutta la Regione stiamo recuperando il terreno perduto nei decenni precedenti. Il Piano sta permettendo a tanti ricercatori di restare in Italia senza dover scappare all’estero, alle imprese di puntare sull’innovazione e ai cittadini di avere nuove tecnologie che cambieranno la loro vita. Senza dimenticare che presto, con il Distretto Tecnologico Culturale, si potrà dare un contributo decisivo a quella che amo definire “economa della bellezza”, fatta di cultura, innovazione e vocazioni locali.

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