Dal teatro mai realizzato al villaggio della solidarietà: don Ermanno vince la battaglia con l’aiuto della Regione

don ermanno

Ott 6, 2017 dbnews 0 128 Views

ARTICOLO DELL’EDIZIONE DI FROSINONE DE “IL MESSAGGERO”
Alessandro Redirossi
 
Frosinone – 6 ott. «Oggi vogliamo gioire perché abbiamo vinto questa battaglia, partita nel 2009. Ora lavoriamo per un progetto per la comunità di Frosinone e questo quartiere». Don Ermanno D’Onofrio, presidente della fondazione Il Giardino delle Rose blu, non nasconde l’entusiasmo per la concessione da parte dell’Ater dell’immobile ex teatro a Selva Piana. Un’eterna incompiuta da 40 anni, dove a dominare la scena sono calcinacci e degrado. Tanto da richiedere, per la situazione del tetto e la crescita di arbusti, addirittura l’intervento dei Vigili del Fuoco. La fondazione vuole completare lo stabile e ospitarvi un villaggio della solidarietà, integrando le attività svolte nell’adiacente sede della Fondazione e del Cispef. Aprendo le porte a un centro diurno per disabili, con attività di ambulatorio sociale; la raccolta e la distribuzione di abbigliamento e giocattoli per i bisognosi; uno spazio con servizi igienici e docce, oltre a stanze per ospitare persone senza fissa dimora. Ma anche una mensa, che vada a integrare il servizio della Caritas. Progetto già messo a punto dalla fondazione con il sostegno, volontario, dell’architetto Pierluigi Ciprietti.
 
GLI OSTACOLI E LA SOLUZIONE
«Devo ringraziare sia il presidente della Regione Zingaretti che il vicepresidente Smeriglio, che hanno preso a cuore il progetto, dopo essere stati sollecitati dalla consigliera regionale Daniela Bianchi. Ringrazio inoltre il dottor Capuano, il vescovo Spreafico, Antonello Ciotoli e Nicoletta Paniccia per l’Ater» dice don Ermanno. Massimiliano Smeriglio, che il 13 ottobre visiterà l’immobile, spiega: «Siamo felici di essere riusciti a dare il nostro contributo per sbloccare la situazione. La richiesta di Don Ermanno non poteva restare senza risposta delle istituzioni». Proprio la spinta della Regione è stata fondamentale per arrivare alla delibera del Commissario Ater Ciotoli, in cui si prende atto che l’Ater non ha i fondi per procedere al completamento di quell’immobile. E decide di concederlo in uso alla Fondazione per il periodo necessario al suo completamento, che non superi i 5 anni. Passati i quali dovrà essere stipulato un contratto di locazione, in cui prevedere uno scomputo delle spese sostenute per i lavori da parte della Fondazione. Per completare del tutto lavori e arredi ci vorranno circa 800mila euro. «Ci metteremo subito a lavoro per trovare i finanziamenti. Facciamo appello a tutti per un sostegno. Gli attori principali sono: la diocesi; i finanziamenti europei e la Regione Lazio; il Comune; i privati benefattori. Il prossimo 28 ottobre ci sarà una cena di beneficenza organizzata dall’associazione Da.Ma. Africa. Che quest’anno vuole sostenere anche le nostre attività. Mi piace pensare che questo aiuto possa essere la prima pietra del villaggio della solidarietà» spiega don Ermanno.
 
UN QUARTIERE DIFFICILE
Una prima pietra in una zona difficile per Frosinone, a pochi passi dall’alveare di cemento della città, il Casermone. Il Giardino delle Rose Blu assiste in maniera costante circa 400 famiglie, con pacchi alimentari, vestiti, supporto e ascolto. «Ogni giorno vengono tanti italiani senza lavoro e con tanti figli da sfamare, pensionati che non ce la fanno. C’è chi non ha un bagno a casa. Una piaga per Frosinone è l’abbandono scolastico da parte degli adolescenti. Abbiamo ragazzi fra i 14 e i 17 anni che stanno preparando con noi l’esame di terza media. Oltre a giovani che coinvolgiamo nelle nostre attività e a cui spieghiamo, proponendogli alcune attività, che per andare avanti bisogna faticare».

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